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Blocco dei siti esteri di scommesse, l'Italia prima nella censura

Dal 24 febbraio, ogni navigatore italiano che ha cliccato sull'url del suo sito di scommesse preferito, ha trovato, anziché il tavolo da gioco, il seguente avviso dell'Aams: «In applicazione del decreto dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 7 febbraio 2006, con il quale è stata data attuazione all' art.1, commi da 535 a 538, della Legge 23 dicembre 2005, n°266, disciplinanti l'offerta di giochi per via telematica, il sito richiesto non è più raggiungibile poiché sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per operare la raccolta di giochi in Italia». Accanto, il link relativo( www.aams.it ) ove trovare l'elenco degli operatori autorizzati al gioco telematico (e la lista dei siti "incriminati").

Con il decreto del ministero dell'Economia del 7 febbraio, e con il provvedimento assunto dai Monopoli di Stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, si inasprisce la battaglia contro i siti esteri di scommesse on line dichiarati illegali già prima dalla Legge Finanziaria 2006. Lo Stato, l'Amministrazione e le forze di polizia ''proseguono con coerenza nella strategia di legalizzazione del gioco, di difesa del consumatore, di prosciugamento delle fonti illecite di finanziamento e di garanzia di una reale e sana competitivita' tra player che siano comunque posti in grado di operare ad armi pari''. Lo ha dichiarato il direttore generale dell'AAMS, Giorgio Tino.

''Le misure che prendono oggi avvio, cosi' come quelle precedenti di 'bonifica' del settore degli apparecchi da intrattenimento - continua Tino - sono state ritenute necessarie per contrastare efficacemente il gioco illegale e irregolare. Negli ultimi anni, infatti, si sta sempre piu' diffondendo l'offerta, da parte di bookmaker non riconosciuti dallo Stato italiano, di giochi d'azzardo assolutamente vietati dalla nostra legislazione. Ci si riferisce, in particolare, ai cosiddetti casino' on line che offrono roulette, black jack, chemin de fer nonche' ai 'tavoli da poker' che rappresentano il fenomeno di maggior pericolosita' nell'ambito dell'offerta illegale via Internet . A fronte di questo vero e proprio 'attacco', attraverso Internet, alle regole che si e' dato il nostro Paese, nel rispetto dei principi comunitari, il legislatore - spiega il direttore dei Monopoli - ha previsto che Aams, in qualita' di Organismo nazionale di regolazione e gestione del settore, debba intervenire per bloccare tale fenomeno. Cio' soprattutto per tutelare quei giocatori che, collegandosi a siti illegali, sono molto spesso soggetti a truffe e ad attivita' di 'fishing', vale a dire la cattura dei Pin delle loro carte di credito o dei loro conti correnti on line''. L'intervento ''si pone anche l'obiettivo di contrastare gli effetti distorsivi di una concorrenza sleale''.

Un'altra delle motivazioni soggiacenti al decreto è individuata nell'incremento dei fenomeni di riciclaggio e di usura prodotto dal gioco illegale, che contribuisce alla fuoriuscita di capitali, sottraendo risorse alla collettivita' per parecchie centinaia di milioni di euro all'anno di sole imposte. Il decreto ''non e' oscurantista - sostiene Tino - in quanto tende a non rendere accessibili i siti di quegli operatori che hanno deciso scientemente di "oscurare" - loro si - il sistema delle regole che ogni Paese democratico si da' e deve darsi per salvaguardare i consumatori, l'ordine pubblico e il sistema competitivo. Non e' protezionistico in quanto ogni operatore che desidera entrare nel mercato italiano puo' gia' farlo con investimenti limitati, acquistando concessioni esistenti in Italia. A conferma di quanto sopra, alcuni tra i piu' grandi e seri operatori esteri del ramo scommesse - ricorda - sono gia' autorizzati a operare sul nostro mercato, avendo essi fatta la scelta di entrare dalla porta principale, vale a dire da quella delle regole! L'auspicio - conclude - e' che tanti altri operatori di gioco, italiani ed esteri, entrino nel mercato italiano rispettando il percorso delineato dall' Ordinamento italiano''.
Ladbrokes, Stanley, William Hill, Coral; questi alcuni dei nomi dei siti di bookmaker internazionali citati sulla lista nera, oltre ai siti di casinò online dove si può giocare a poker o a roulette. Si tratta infatti di siti dal grosso calibro che da diversi anni, accettano scommesse dall'Italia attraverso le loro piattaforme telematiche. Questi bookmakers internazionali hanno deciso di non stare con le mani in mano e hanno annunciato un imminente ricorso all'UE. «Le misure che il Governo italiano sta introducendo per obbligare gli Internet Service Provider (ISP) a bloccare l'accesso ai siti di scommesse online non aventi sede nel Paese, al fine di non incorrere in denunce penali e forti sanzioni finanziarie, sono illegali. In chiaro contrasto con la Costituzione italiana, la legge europea e la carta dei Diritti dell'Uomo», ha spiegato in una conferenza stampa a Milano Massimiliano Bancora, responsabile della filiale italiana di Betfair (l'azienda di scommesse on line più grande e di maggior successo in Gran Bretagna e che opera un po' in tutto il mondo). La società britannica ha anche annunciato che ricorrerà al Tar del Lazio, probabilmente con l'altro bookmaker Stanley, per l'annullamento del decreto di oscuramento.

Di fronte a questa levata di scudi l'Aams replica assicurando che il prossimo bando di riordino delle scommesse produrra' certamente, attraverso una procedura di selezione aperta, nuove opportunita' a tutti gli operatori realmente interessati all'importante mercato italiano del gioco.

Nel frattempo, c'è chi su Internet si organizza pensando a come aggirare il blocco; "dritte" e suggerimenti per utenti esperti e meno esperti sono per esempio fornite al seguente indirizzo: http://casinoonline.blog.kataweb.it/casino/2006/03/come_aggirare_i.html  
 
 

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