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La Repubblica Ceca Apre un Nuovo Fronte nella Guerra tra Stato e Gambling

La battaglia tra i governi e le società private che offrono attività legate al gioco d'azzardo continua ad infuriare con richieste e processi per ottenere accesso legale e libertà di decisione da parte di giocatori. Fonti europee hanno segnalato l'intenzione da parte della Repubblica Ceca di sondare questi siti online a seguito delle proteste di un operatore locale che accusa di essere stato discriminato da leggi nazionali volte a proteggere il monopolio di stato.

Come in altre nazioni, le compagnie con sede al di fuori della Repubblica Ceca si sono semplicemente limitate ad immettere sul mercato i propri prodotti e servizi in quel paese credendo che i propri diritti fossero garantiti dal trattato di libero scambio di beni e servizi ratificato dai paesi membri dell'unione – diritto recentemente confermato da una sentenza della corte di giustizia europea contro l'Italia.

La Repubblica Ceca ha fatto recentemente qualche passo avanti con le nuove leggi sulle lotterie, senza però attuare alcun provvedimento verso la regolamentazione del gioco online. Lo stato sostiene che questo tipo di intrattenimento è illegale ma sinora non ha preso alcun provvedimento per bloccarne l'accesso.

Questo è in contrasto con quanto fatto in Turchia dove gli accessi a tutti i principali siti di poker sono stati bloccati – inducendo a sua volta la Bwin a non offrire più i propri servizi agli utenti turchi. La Turchia però è solo un paese associato all'unione europea e non un membro a pieno diritto, fatto che complica ulteriormente la situazione.

Un altro esempio è offerto dalla Francia che alcuni giorni fa ha proseguito il proprio accanimento contro le società dedite all'online-gambling emettendo una condanna a 12 mesi di arresti domiciliary con multa da €40'000 contro Patrick Partouche, il presidente del ramo francese del Groupe Partouche perché legato alla sala da poker online Poker770. La sentenza è assolutamente contraria a quella emessa pochi giorni prima dalla corte europea menzionata sopra. E' molto probabile il ricorso a questa corte anche da parte del gruppo Partouche proprio come per il caso che ha coinvolto l'Italia.

Come negli U.S.A., attualmente in violazione della regolamentazione della World Trade Organization, è chiaro che molti paesi hanno pochi interessi nel rinunciare volontariamente al proprio monopolio in un settore ricco come quello del gioco. Le organizzazioni internazionali quali il WTO e l'Unione Europea offrono però grandi speranze sul lungo termine.

L'online gambling è uno dei più ricchi settori degli investimenti online e detto in poche parole, gli stati vogliono la loro fetta.

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