Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crescita incredibile del Poker: dopo l'avvento degli show tv ambientati sui tavoli verdi e l'ascesa del poker online, il nostro sport preferito ha iniziato a diventare sempre più popolare ed amato, annoverando tra le sue schiere un numero ogni giorno maggiore di appassionati.
Ma l'ambiente pokeristico come lo conosciamo noi ha delle differenze sostanziali rispetto allo scenario di qualche anno fa: è quanto afferma Linda Johnson, storica poker player, che ha deciso di raccontare a tutti i giovani com'era il mondo dei tavoli verdi negli anni '80.
Una delle prime differenze scovate dalla rounder riguarda l'avvento della tecnologia moderna sui tavoli: un tempo infatti mancavano tutte quelle piccole comodità alle quali siamo abituati oggi, come ad esempio il tournament clock, l'orologio del torneo. Ora se vogliamo sapere quanto tempo manca per la fine di un livello ci basta guardare sulle schermate di gioco presenti nelle sale, mentre trent'anni fa soltanto il direttore della poker room aveva un orologio tascabile con il quale teneva i tempi dei blinds. Ogni informazione riguardante i livelli andava quindi chiesta al famigerato tournament director.
Un'altra grossa differenza rispetto al passato, è quella con le varianti di gioco: se ora infatti va alla grande il Poker Texas Hold'em No Limit, negli anni '80 si giocava molto a Seven Card Stud e Draw Poker. Inoltre l'unico grande evento pokeristico era il World Series of Poker (WSOP), per il resto i tornei erano soltanto piccoli eventi nelle poker rooms locali con buy in che andavano dai 22 ai 55 dollari.
Anni fa, poi, le sale da poker erano tutt'altro che salubri, e somigliavano molto – dai racconti della Johnson – alle fumose bische dei film di Hollywood: spesso capitava di disputare un intero torneo in mezzo a due accaniti fumatori di sigaro, con la conseguenza che quindi c'erano davvero poche donne ai tavoli.
I regolamenti erano lontani anni luce dall'essere omogenei: ogni club aveva le sue piccole regole locali, come il numero di raise consentiti, il fatto di poter mostrare o meno le proprie carte, tutte cose insomma che andavano chieste al direttore di gara prima di iniziare un torneo per non trovarsi coinvolti in spiacevoli discussioni.
Sembra forse un po' nostalgico l'intervento della Johnson, che racconta di tempi lontani in cui sui tavoli verdi non c'erano telefonini, iPod, Twitter, ma solo giocatori che si riunivano per il poker: noi non abbiamo provato sulla nostra pelle questo scenario, però dopo aver sentito le sue considerazioni apprezziamo maggiormente la possibilità che abbiamo oggi di poter ad esempio giocare in qualsiasi momento grazie al poker online, e in più il fatto di avere un'ampia scelta di tornei importanti e poterci basare su delle regole universali non può farci rimpiangere così tanto il passato.
partypoker
2010-03-09 15:43
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