Il comitato responsabile del gioco del Nevada sta riflettendo ad una possibile decisione che avrebbe dell'incredibile e che coinvolgerebbe tutti i siti di poker on line e i tornei di Las Vegas e cioè un intervento restrittivo sugli accordi di partnership e sponsorship tra le sale da gioco e le organizzazioni degli eventi live.
Una presa di posizione pazzesca che, almeno per il momento, va presa solo come ipotesi al vaglio del comitato in questione. Qualora però l'idea si concretizzasse ci troveremmo di fronte ad un danno economico di proporzioni smisurate visto il giro di affari che le poker room muovono ogni anno attorno ad eventi come le Wsop sponsorizzate da Everest Poker o il Napt finanziato da Pokerstars. Ma il danno sarebbe notevole anche per tutte le sponsorizzazioni che finanziano i tornei di migliaia di players. Gli effetti immediati? Risorse a zero per l'organizzazione degli eventi live e perdita consistente di quel 'monte buy in' pagato direttamente dalle poker room.
Il Gaming Board Control per bocca di Randall Sayre ha dichiarato: "Non abbiamo delle regole in merito a questa situazione e il comitato deve decidere ancora quale politica applicare. Certe società seguono le regole scrupolosamente e altre affatto. Non credo che il comitato possa tacere ancora a lungo sulla questione".
Ma la legge com'è strutturata adesso? Se è vietato per i casinò di Las Vegas accettare dei pagamenti di iscrizioni che arrivano da giocatori di poker on line, lo sponsor gira lo stesso i soldi ai giocatori aggirando così la volonta del governo americano e delle sue leggi restrittive. In effetti i siti sponsorizzano un gran numero di tornei ma promuovendo unicamente il 'punto net' che non dovrebbe acettare soldi reali. Un modo come un altro per aggirare le normative visto che nel momento in cui un guiocatore è registrato nella room, passare ai soldi reali è facile quanto cliccare il proprio mouse.
Un danno pazzesco quindi. Gli esempi di tornei legati a siti di poker on line sono numerosi, anzi, ormai sono la quasi totalità. Come detto le modalità sono due: o la poker room finanzia direttamente l'evento appoggiandosi ad un casinò o ad un'organizzazione tecnica o i players vengono indirizzati nei tornei scelti tramite satelliti on line o sponsorizzazioni dirette tramite il pagamento del buy in dell'evento.
Interrompere questo flusso room come Pokerstars, Full Tilt o Everest non avrebbero più interessi a investire nei tornei di Vegas. E solo dalle room maggiori amncherebbero oltre 2,000 players. Senza contare tutto l'afflusso che arriva dalle minori per i campionati del mondo.
La decisione, se da un alto rispetterebbe le indicazzioni della Uigea, dall'altra parte infliggerebbe un duro colpo al fragile equilibrio dei casinò di Las Vegas
gioco news
2010-03-15 15:06
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