L'iniziativa suonava un po' come una battaglia contro i classici mulini a vento anche se sembrava essere la strada giusta per cercare di riportare le poker room online all'attenzione della modalità live del gioco del momento. Tuttavia, stando alle testimonianze degli stessi attivisti, lo sciopero del gioco online del 6 e 7 marzo scorso è stato un vero e proprio flop.
"Sono le 14:12 e su Pokerstars ci sono 76,000 giocatori", scrive un utente sul gruppo Facebook riferendosi alla giornata del 7 marzo. "Su Poker Club ci sono 8,000 giocatori mentre su Pokerstars (ma questo dato va riferito al network completo della room e non solo all'Italia, ndr) ci sono circa 84,000 players", scrive un altro fautore dello sciopero. Insomma, un vero e proprio buco nell'acqua anche se la riflessione di un altro utente pare corretta: "Non pensiamo solo ai numeri (anche se poi sono quelli che contano). Non voglio arraccare questa o quella Poker Room, ma dare la consapevolezza ai giocatori di poter cambiare le carte in tavola".
Secondo uno degli organizzatori, invece, la giornata del 6 marzo è stata tuttosommato positiva con un 30% in meno di giocatori in meno sulle poker room. Un tentativo che non avrà fatto piacere alle poker room che, dal canto loro, hanno investito suon di milioni per pagare le licenze e architettare tutto il business del gioco che milioni di italiani amano. I mercati, come le proteste, sono fatti di numeri. Più questi sono alti e più cresce l'autorevolezza della voce nei confronti dei proprio interlocutori. Il gruppo in questione conta circa 800 iscritti, appena 1 decimo degli utenti medi giornalieri di una room leader come Poker Club. Senza contare tutte le altre.
Di sicuro se la protesta funzionasse (a patto che i giocatori uniscano la loro voce e questa è un'eventualità poco probabile viste le forme di protesta precedenti) l'Aams dovrebbe veramente riflettere sulla possibilità che la voce dei giocatori è unica e in grado di danneggiare fortemente la raccolta dell'online. In ogni caso i Monopoli stanno lavorando sul regolamento di gioco che a breve potrebbe finalmente uscire alla luce del sole dopo settimane passate nei cassetti dei ministeri.
Ma più che scioperare probabilmente sarebbe utile far riflettere le stesse poker room, che saranno le stesse ad operare nel live, che i due mercati non solo sarebbero compatibili ma crescerebbero insieme alimentandosi l'uno con l'altro
gioco news
2010-03-18 23:06
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