Come aveva annunciato Luca Pagano alla vigilia di questo European Poker Tour di Sanremo dei record il divieto di pubblicizzare le piattaforme 'punto com' non ha prodotto l'effetto negativo sulle iscrizioni che i più pessimisti avevano ipotizzato. 1240 players che hanno pagato il buy in di 5,300 euro hanno mostrato come il poker sia capace di abbattere qualsiasi barriera (persino gli agenti atmosferici se si pensa che c'è chi è venuto in taxi da Londra per evitare i problemi aerei a causa dell'eruzione del vulcano islandese).
Tutttavia ci sono alcuni elementi da considerare e analizzare.
In primis il danno subito comunque dalle room 'dot com'. Su tutti Ultimatebet che non ha potuto mandare in diretta streaming in tutto il mondo la sua bella pro inglese Liv Boeree che aveva definito a Gioco News, 'ridicola' la decisione dell'organizzazione di vietare questo tipo di pubblicità. A livello di marketing avere un player con un logo bello in vista sulla maglia per ore e ore di diretta streaming e poi negli eventi post prodotti per le tv di tutta Europa, è un risultato stratosferico. Le 'impression' generate dalle apparizioni video sono targetizzate al massimo visto che sugli schermi di Pokerstars.tv sono incollati tutti potenziali players. Si tratta di un mancato guadagno in immagine decisamente considerevole.
Tuttavia la vittoria della bella Liv potrà essere sfruttata da oggi in poi da Ultimatebet nelle varie comunicazioni pubblicitarie della propria room.
Il caso ha comunque voluto che tra i players arrivati alla fase televisiva ci fossero giusto un paio di sponsorizzati. La Boeree e Claudio Swissy Rinaldi, appunto. Lui, pro di Full Tilt, ha aggirato prima il divieto di Pokerstars indossando come gli altri pro, il logo della Accademy di Full Tilt. Durante lo streaming, però, non ha indossato alcun marchio e, anzi, pare che abbia addirittura perso un bonus di alcune migliaia di euro per non aver centrato il final table. Evidentemente, quindi, arrivare in finale per Full Tilt era strategico. Sia nella comunicazione post torneo che nell'identificazione del giocatore e campione di poker con il brand del team di cui fa parte.
GIOCATORI 'DOT COM' TRAMUTATI IN 'DOT IT' - Curioso è stato vedere come tutti i membri del team pro Pokerstars.com siano diventati, ovviamente, del team Pokerstars.it. I padroni di casa, del resto, tra le loro mura fanno quello che vogliono e l'hanno fatto anche rispettando la legge. Però vedere Luske, De Muelder (nella foto di apertura), la Rousso, De Korver, Brenes e tanti altri, con la toppa 'punto it' faceva un pò impressione.
Poi nei giorni successivi sono saltati fuori alcuni loghi 'dot de' e 'dot net' ma ormai i giochi erano fatti e verso la fine degli eventi, la tensione si allenta e tutto, o quasi, è lecito.
ITALIA E PUNTO IT, OCCASIONE PERSA - La strada per le piattaforma 'punto it' era spianata vista l'assenza delle room 'punto com'. Alla fine nessun giocatore professionista e sponsorizzato è arrivato in fondo, almeno nelle fasi televisive, e nessuna poker room ha potuto e potrà sfruttare un'opportunità del genere. Una bella riflessione va aperta sul livello di gioco degli italiani e di tanti 'pro' che, devono fare un bel bagno di umiltà e dimostrare a tutti quanto valgono attraverso risultati di livello internazionale.
gioco news
2010-04-24 14:19
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