La natura libera del web è un punto fermo anche del settore del gaming già dai primi oscuramenti dei siti considerati illegali da parte dell'Italia prima che il mercato venisse regolamentato dalla legge Bersani. In Francia in questi giorni sta capitando qualcosa di incredibile: gli Internet Service Provider si stanno rifiutando di bloccare i siti di gioco online, betting e poker, che non hanno acquisito ancora la licenza dall'Arjel. Un fatto che potrebbe spingere l'Europa a pronunciarsi da qui a qualche mese e a chiarire finalmente il rapporto controverso tra gambling online e internet.
E proprio martedì sette fornitori di servizi web sono comparsi di fronte al Tribunal de Grande Instance di Parigi perchè l'Arjel li aveva precedentemente denunciati di aver violato la legge che impone loro di eseguire gli oscuramenti.
L'oggetto del contendere riguardava principalmente tre siti di gioco che avevano continuato ad operare senza licenza: Betfred e StanJames Stryyke. Gli Isp avrebbero dovuto staccare la connessione a questi operatori senza licenza. Tuttavia così pare non si sia proceduto e l'Arjel ha denunciato l'accaduto.
Secondo i providers non spetterebbe a loro incolpare i loro siti illegali e i loro visitatori sottolineando che non sarebbero mai stati invitati a comparire dalla Grande corte parigina.
Gli Isp confermano come il filtraggio sia di difficile attuazione, spesso inefficiente e inutile e l'azione andrebbe portata direttamente all'host del sito. Alla fonte in pratica. Questi sono basati principalmente in siti esteri e ciò non fa altro che complicare l'attività e i compiti delle autorità francesi. I soliti discorsi insomma.
Ma i giudici hanno respinto le argomentazioni dei providers visto che "il presidente può decidere di bloccare l'accesso al sito che, per definizione, va giudicato illegale. Non si tratta di fare un colpo mediatico e basta. Il legislatore ha previsto di ricorrere di utilizzare i provider per agire contro i siti illegali e quindi, quello che vi si chiede, è solo di applicare le leggi. Si tratta di un fattore molto importante per l'ordine e la sicurezza pubblica".
Tuttavia gli Isp si difendono dicendo di "non voler sfuggire la legge", come riporta l'operatore del web e di comunicazione francese Numéricable, e di non "apporre resistenza", come sostiene Bouygues Telecom che è contro l'ordinanza dell'Arjel e ora dei giudici francesi.
Interverrà l'Europa come è stato per l'Italia? O si arriverà prima o poi ad una sentenza della corte di giustizia europea che potrebbe rivoluzionare o chiarire una volta per tutte il rapporto tra il gioco online e il web?
fonte: gioco news
2010-07-29 07:33
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