Il caos attorno al poker live potrebbe scomparire presto se non altro per quello che riguarda la guerra dei Tar, ovvero ricorsi, sospensive e sentenze diverse sulla stessa materia in base alla dislocazione sul territorio nazionale dei giudici e dei casi legati al mondo dei giochi.
La sentenza del Tar Lazio, insomma, pare lasciare pochi spiragli per l'ottenimento di qualche permesso 'particolare' in attesa del famoso regolamento che Aams e il Ministero dell'Interno dovrebbero rilasciare per la gestione del Texas Hold'em e delle sue varianti dal vivo sul territorio italiano. Insomma siamo alle solite anche se ci sono due elementi molto importanti da analizzare e che confermano come solo il regolamento potrà togliere tutti i dubbi intorno a questo gioco tanto amato dagli italiani.
1.Si è già discusso delle implicazioni della sentenza dei giudici romani rispetto a quelli pugliesi. I primi, ricordiamo, hanno interpretato un ricorso di un circolo di poker secondo la linea generale: il gioco è riservato allo stato e senza licenza o autorizzazione prodotta da un organo delegato dal governo centrale (Aams in questo caso) non è possibile organizzare tornei o eventi di poker dal vivo di nessun tipo. I secondo, invece, credevano possibile, in assenza del regolamento, un nulla osta della Questura qualora fossero seguite le indicazioni del Ministero dell'Interno: buy in limitato, no al re-buy etc etc. La differenza sostanziale è che la pronuncia del Tar Lazio è una sentenza mentre quella del Tar Puglia, un'ordinanza di sospensiva cautelare. La portata degli atti è completamente diversa e quella 'laziale' ha un peso maggiore, ovvio.
2.Ma la sentenza del Tar Lazio indica una strada ben precisa alla luce dell'entrata in vigore (dal 16 di settembre 2010) del nuovo codice del Processo Amministrativo che fa 'scacco matto' a tutti i tentativi di 'forum shopping' che tradotto vuol dire, andarsi a scegliere il giudice che secondo i propri legali e certi precedenti, può pronunciarsi favorevolmente in base alle richieste delle parti ricorrenti. Da metà settembre tutti gli atti generali dovranno essere discussi dal Tar del Lazio. Le ipotesi di 'provare' a fare ricorso ad altri tribunali regionali (si era parlato del Tar Toscana), insomma, non sembrano più percorribili. Ottenere sentenze sospensive a sequestri o su atti come la circolare che vieta il poker live sarà pressochè impossibile. Quello che dice il Tar del Lazio ha quindi valenza generale proprio in virtù dell'entrata in vigore del codice del processo amministrativo.
Finisce la guerra dei Tar, quindi? Sembra proprio di sì, anche perchè le ultime istanze, qualora dovessero trovare terreno fertile in altri tribunali, verrebbero discusse nel merito sempre nella sezione del Lazio del Tar. Le indicazioni dei giudici romano parlano chiaro e va ribadito ancora una volta il concetto che senza l'autorizzazione dell'Aams a poker live non si può giocare. L'ostinazione nel ribadire l'indicazione è mossa dal voler evitare gravi conseguenze (spesso anche penali) a chi organizza ancora tornei dal vivo. Anche perchè una regolamentazione del gioco dal vivo andrebbe a tutelare i giocatori stessi eliminando qualsiasi tipo di rischio e offrendo un poker sicuro su tutto il territorio nazionale.
source: Gioconews.it
2010-08-23 15:04
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