
Per il suo contributo all'evoluzione di Las Vegas nella città dell'azzardo e dell'intrattenimento che è oggi, Benny Binion è stato immortalato con una statua all'angolo tra la Second Street e Ogden Avenue, una delle sole due statue equestri di Las Vegas. E' stato un uomo coraggioso che si è spinto al limite. Alla fine è stato proprio colui che ha trasformato Las Vegas da un'accozzaglia di edifici polverosi in un luna park per ricchi e famosi.
Binion nacque a Grayson County nel Texas, il 20 novembre 1904, come un ragazzo cagionevole di salute la cui madre lo obbligò a stare in strada al seguito del padre, venditore di cavalli. Come risultato Benny saltò gli studi ma ebbe un tipo diverso di educazione. Nelle fiere dei cavalli gli allibratori erano degli accaniti giocatori d'azzardo e gli inculcarono l'adrenalina del gioco. Lavorò quindi anche da "porteur" di giocatori di poker nelle grandi partite, che all'epoca erano illegali.
Contrabbando di liquori e un po' di numeri ...
Quando compì 18 anni si spostò ad El Paso e divenne un contrabbandiere di liquori. Era un business illegale ma redditizio e lo fece diventare ricco. All'età di 24 anni, Binion era abbastanza in forze da gestire la sua propria lotteria che incrementò ancor di più le sue entrate. Inevitabilmente, il suoi affari loschi si scontrarono con la legge e Binion fu condannato due volte. Invece di finire in galera, promise al giudice di togliersi dal contrabbando.
Nel 1936, Dallas allentò la morsa contro il gioco illegale in vista delle celebrazioni del centenario del Texas. La polizia preferì frequentare le case da gioco invece che chiuderle. Binion allestì dei tavoli di dadi che all'occorrenza venivano occultati come semplici "letti". Una volta in un'intervista dichiarò che gli servivano appena 30 minuti per trasformare la sala e darle un aspetto legale.
Mentre il resto dell'America soffriva durante la Depressione, il Texas grazie al petrolio prosperava, e Benny Binion fu uno di quelli che ne beneficiò maggiormente come petroliere. Divenne un obbiettivo della malavita, che assaltava le sue sale da gioco, così Binion rese di pubblico dominio che girava sempre armato di tre pistole: due calibro 45 automatiche ed un revolver calibro 38.
Binion uccise due uomini durante la sua vita. Il primo fu Frank Bolding, un contrabbandiere e noto killer. Lo accusò di avergli rubato del liquore e gli sparò quando questi ebbe una reazione di scatto. Fu accusato di omicidio ma la pessima reputazione di Bolding fece sì che il giudice gli desse solo 2 anni con pena sospesa. Correva l'anno 1931. Cinque anni dopo Binion fu attaccato da un suo rivale nel business del gioco, Ben Frieden, che gli sparò ad una spalla. Benny rispose al fuoco uccidendolo. Al processo risultò che fu legittima difesa.
Il trasferimento a Las Vegas:
Nel 1938, Binion fu duramente coinvolto in una guerra tra gangs per il controllo del gioco d'azzardo. La gente moriva ammazzata, perfino i suoi amici e rivali. Fu così violenta che Binion decise di trasferirsi a Las Vegas nel 1946. Divenne un partner del Las Vegas Club casino ma lasciò appena un anno dopo.
Lavorando per un altro casinò, Binion lanciò la prima grande attrattiva di Las Vegas nel 1949: un match testa-a-testa tra due popolari giocatori ed high-rollers, "Nick the Greek" Dandolos e Johhny Moss, con milioni di dollari in palio. La partita durò circa cinque mesi, allorché Dandalos, sotto di 3 o 4 milioni di dollari, finalmente abbandonò pronunciando la frase, oggi famosa, "Mr. Moss, la devo lasciare andare".
Apre l' Horseshoe:
Binion aprì il suo primo casinò nel 1951, The Horseshoe. Differentemente da molti altri casinò di Las Vegas, l' Horseshoe trasudava classe e fascino. Fu il primo casinò interamente ricoperto di tappeti e ad offire un servizio di limousine da e per gli alberghi ai suoi facoltosi clienti. Il primo casinò ad offire i drinks ai giocatori. Prima lo si faceva solo per gli high rollers, ma Binion decise di estendere questa attenzione a tutti, facendoli sentire come dei Vip.
Il casinò di Binion era anche "generoso" verso i veri gamblers. Gli storici di Las Vegas ricordano che era il primo posto che offriva davvero una chance di vincere. Benny alzò i limiti di puntate e disse che avrebbe onorato qualsiasi scommessa non importa quanto grande, a patto che fosse la prima scommessa. I suoi massimali di puntata erano comunque tra i più alti disponibili in città.
Leader a Las Vegas:
Con Binion il volto di Las Vegas cambiò radicalmente e tutti gli altri casinò dovettero presto adeguarsi. L'immagine della città delle ombre in quella delle fontane e degli spettacoli. E gli americani mangiarono così il frutto proibito. Sfortunatamente, nonostante il grande successo dell' Horseshoe, la vita non fu tutta un letto di rose per Benny Binion. Nel 1953, a fronte di problemi legali, fu costretto a cedere le sue quote del casinò per pagarsi gli avvocati nel processo per truffa ed evasione fiscale a suo carico. Finì in prigione al Leavenworth Penitentiary per 3 anni e mezzo. Quando fu rilasciato, Binion lottò duramente per riprendere il controllo dell' Horseshoe, cosa che gli riuscì nel 1964. Dovette però lasciare che fosse il figlio a gestire le cose, in quanto bandito da qualsiasi licenza di gioco.
La nascita delle WSOP:
Nel 1970, Tom Morehead del Riverside Casino lanciò quelle che lui chiamò le World Series of Poker e suscitò l'interesse di Binion, il quale riprese l'idea portandola ad un livello superiore. Dopotutto aveva grande esperienza nei match testa-a-testa, e non era per lui difficile coinvolgere i grandi nomi. Introdusse anche l'aumento dei bui ed ante così da snellire il gioco. Il primo torneo WSOP fu un grande successo. Con lui le World Series divennero celebri in tutto il mondo. Da 6 giocatori e 30.000 dollari di montepremi nel 1971, ad oltre 8000 e 12 milioni al vincitore nel 2007.
Binion morì nel 1989 nel giorno di Natale all'età di 85 anni, lasciando la moglie Teddy Jane e cinque figli. Il suo amico di lunga data "Amarillo Slim" Preston suggerì l'epitaffio sulla sua tomba: "E' stato il più gentile cattivo ragazzo o il peggior buon uomo che si possa mai incontrare".
E' stato inserito nella Hall of Fame del poker nel 1990.
Fonte: (Agicops)
Antonio 

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2009-10-09 17:23
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