23 Settembre 2009, Cristiana Sparvoli

VENEZIA. Spenti i riflettori, il Festival del poker -organizzato al Casinò di Venezia da Gioco Digitale – lascia dietro di se analisi e prospettive emerse dal convegno “un anno di poker”, confronto tra i rappresentanti delle associazioni che operano nel poker “live” in Italia e l’Aams.it.
Il primo dato ad emergere è la crescente tensione creata dalla Legge Comunitaria che stravolge la pratica “live” del poker americano nei circoli privati, soprattutto alla luce dell’ultima circolare del Ministero dell’Interno che impone a tutte le questure italiane di stoppare il gioco nei club, in attesa del regolamento attuativo della legge che si prefigge di combattere l’illegalità. Ma così si rischia di far morire i circoli, è stato rilevato a Venezia dai presidenti delle federazioni di poker sportivo , che invitano il legislatore a fare presto e a confrontarsi con le categorie di settore, che per ora non sono mai state interpellate nella costruzione della normativa. “Il successo del poker è anche frutto del lavoro degli operatori –ha detto Luca Pagano presidente Fith – Con questa legge si rischia di chiudere . Dobbiamo sì tutelare i giocatori, ma anche chi in questa attività ha fatto investimenti”.
Si è poi parlato del cash game, la modalità di poker online “for money” non a torneo, la cui prassi in corso d’opera è già buon punto,come sottolineato da Raffaele Ferrara, direttore generale dell’Amministrazione monopoli di Stato, la controparte dei circoli. A metà novembre, se dalla UE non arriveranno obiezioni, finirà il periodo di stand still e saranno avviate le procedure istituzionali per il lancio della nuova tipologia sul web. Il mercato italiano del poker in internet d’altronde, è stato rimarcato a Venezia, è maturato velocemente al di là di ogni previsione (conta un milione di seguaci), in un solo anno di attività. Aprire al cash game e rivedere il limite dei tornei è di estrema importanza, è emerso dal convegno, per dare un spinta ancor maggiore, mantenendo però il poker come gioco sportivo e ponendo dei limiti al cash game, per non alimentare pericolose derive tra i giocatori.
Tra i numeri emersi a “Un anno di poker”, sono rilevanti i dati e i bilanci delle poker room, ad un anno dall’entrata in vigore della pratica con soldi veri. Le cifre sono da capogiro: il Texas hold’em virtuale con puntate in denaro ha raccolto 1 milione e 365 mila euro in 12 mesi, portando allo Stato 50 milioni di euro. Nella classifica del mercato in Italia le prime cinque poker room sono Gioco Digitale (31,6% - 512,2 milioni di euro), Microgame (26,2% - 477,6 milioni), Lottomatica (14,2%-231,3 milioni); Pokerstars (7,4% - 120,8 milioni); Bwin (6,2% -101.8 milioni), Seguono in ordine Snai, Sisal, Lsp, Eurobet, Cogetech, e Party Poker, fanalino di coda.
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